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Nel Profondo, acrilico su tela: genere figurativo, quadro, acrilico, analogico, atmosfera, colore, figura, forza, introspettiva, malinconia, monocromatico, poesia, quadrato, ritratto, solitudine, subconscio, tela, Pittura, Iva Recchia, vendita online opere d'arte |
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IVA RECCHIA Nel Profondo

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| € 2.500,00 (Quotazione di mercato) |
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. novità . esposizione
tipologia: quadro categoria: pittura anno: 2008 dimensioni: 130 x 130 cm tecnica: acrilico su tela genere: figurativo tiratura: pezzo unico
tag: acrilico, analogico, atmosfera, colore, figura, forza, introspettiva, malinconia, monocromatico, poesia, quadrato, ritratto, solitudine, subconscio, tela

|  artista: Iva Recchia |
2008, 130 x 130 cm,
acrilico su tela
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l'opera. Vittorio Bustaffa,PICCOLE GRANDI ANIME, 2009
“Una sorta di urgenza del segno supera l’esigenza di soffermarsi sui cambiamenti o contrasti di colore. La natura viene letta attraverso immagini interiori tutte chiuse in gesti e sguardi umani. Si vuole fortemente preservare il sentimento da ogni forma di bassezza romantica o illusoriamente sognatrice poiché è il gesto stesso della mano sulla superficie che si pone a inseguire la parte di natura che non può essere spiegata dalla ragione.
Anche per questo ogni figura, ritratto o corpo che sia, non possiede nulla di seduttivo, di fascinoso in ordine alla sensualità. I volti raffigurati, gli incarnati come superficie si ripiegano in sé e su di sé.
Le figure rimangono a dialogare con se stesse. Assistiamo alla ricerca di un vero che non è l’apparire o il far apparire, piuttosto è cercato da un’ intensa domanda di presenza, un esserci, un proteggersi.
Qui il movimento è apparente, vi è piuttosto, sospensione.
Il fondo completamente bianco è la volontà estrema di non competere con la natura, di non volerla rappresentare per imitarla fine a se stessa. E’ la volontà che Iva manifesta a partire dalla pittura su tela che non ama velature o fondi d’appoggio. Le carte fotografiche che in ultimo predilige come supporto, non possono accogliere sovrapposizioni materiche. Questo bianco di fondo nella tradizione pittorica rappresenta la natura stessa. Iva ne è ben consapevole.
La figura si staglia su un’assenza che è presenza assoluta del tutto e per questa ragione, invisibile, bianca.
Il gesto pittorico che produce le linee compositive cerca un luogo di riconoscibilità. In un equilibrio incerto tra l’identità e il suo smarrimento, la figura si libera dalla necessità di rappresentare quel determinato soggetto. Non si narra, si rappresenta.
Ogni uomo, donna o bambino, ogni figura, ogni soggetto non cambia da se stesso se non per quei dettagli riconosciuti che ne evidenziano una propria unica natura liberata in molteplici stati d’animo quanto sono numerosi i segni che scavano e cercano nella e sulla superficie, in quella specifica natura in grado di farci specchiare e quindi riconoscere…”
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