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Nicola Bettale: opere Fotografia, vendita arte contemporanea online |
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NICOLA BETTALE
Data di nascita:
28/10/1978.
Educazione:
Diploma di Liceo Linguistico, Liceo G. Zanella di Schio - VI
Bio:
Nicola Bettale nasce a Schio nel 1978, dove attualmente risiede a lavora. Inizia a fotografare nel 2005 e fin dagli inizi intraprende un percorso di ricerca espressiva e concettuale attraverso la quale indaga gli aspetti collettivi della società contemporanea. Molto attivo in Italia e all’estero, dal 2006 ad oggi partecipa a varie collettive e personali.
Tra le più significative: "Traiettorie Liquide" presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, "Dall'Accademia alla Fornace", presso la fondazione La Fornace e “Camino al Bicentenario 1810-2010 - Pylares y Paracciones”, presso la Presidencia de la Nacion a Buenos Aires, Argentina. "Centro-Periferia. Nuove Creatività", presso la sede di Federculture a Roma e "Il Ballo degli Sconosciuti", presso la Pho-to' 35 gallery a Torino. Nel 2007 vince il primo premio al concorso internazionale “Centro-Periferia” organizzato da Federculture (Roma) ed è finalista al Premio Arte 2007 al Palazzo della Permanente a Milano. Le sue opere sono state pubblicate su varie riviste specializzate tra cui Zoom, Young Blood 2007 e Arte. Nel 2009, assieme al gruppo curatoriale Le Momo Electronique, idea e cura lo "Schio Glocal Digital Fest", rassegna biennale di arti multimediali contemporanee che riunisce in un unico grande evento artisti di fama internazionale come Nam June Paik, Robert Cahen, Woody e Steina Vasulka, Studio Azzurro, Mario Sasso, Fabrizio Plessi tra gli altri, giovani artisti in via di affermazione e nuove proposte.
Filosofia e Poetica:
"Il mio percorso fotografico ha inizio nel 2005 e fin da subito sviluppo una spiccata tendenza alla ricerca espressiva e concettuale, attraverso la quale indago soggettivamente gli aspetti individuali e collettivi della società contemporanea.
“Approdi iconici non convenzionali elaborati con uno stile che va oltre la fotografia, attraverso i quali percepire qualcosa che travalica il visibile, penetra nell’inconscio, tra metafore, simboli e messaggi.
Ispirato dalla necessità di restituire come nuovo un universo che si crede conosciuto, creo multipli e sequenze fotografiche, nei quali il segno, libero di narrare e di essere, dinamico, plurale ed espressivo, domina e fluttua armoniosamente, quasi con musicalità. Un mosaico ricco di sensazioni uniche e particolari, dove cromatismi e stilizzazioni recitano armoniosamente tra di loro.
Appunti di un originale itinerario composto da intriganti stilizzazioni grafiche, connotate da una elevata progettualità segnica e innervate da singolari sfaccettature emotive e da rimandi significativi tra l’irreale e il fantastico. Tavole in grado, sia singolarmente che in concerto tra loro, di sprigionare forza, energia, slancio vitale”.
Una poetica basata dunque sui frammenti che non vuol documentare attraverso la fotografia bensì proporre nuove condizioni che inducano le persone ad osservare ed agire con maggior slancio mentale. A tale proposito sento vicino il pensiero di Paul Cézanne, che affermava di voler cogliere una realtà senza però trovarla già fatta, ma creandola da sé.
Il dinamismo, così caro al futurismo, e l' ossessiva moltiplicazione di geometrie e linee spezzate, matrice basica del cubismo, si fondono nelle mie foto, plasmando visioni caleidoscopiche. I “Three Dimensional”, vere e proprie installazioni fotografiche, elevano la fotografia ad una forma artistica a tre dimensioni, proponendo al fruitore più visuali possibili, lasciando maggior gioco allo spazio.
Tendo ad andare oltre gli oggetti osservati, con l’indagine ed il linguaggio. Dopo averli individuati, li eleggo a simboli, li personifico, vestendoli di soggettività e collocandoli nell’ambito di una trama invisibile di relazionali e raccordi interattivi, all’interno e tra i diversi piani di lettura.
Secondo E. Fromm, l' unica cosa che può placare nell' uomo l' inquietudine generata dalla consapevolezza delle proprie contraddizioni ed emanciparlo dai propri vincoli in modo da non affondare nella schiavitù delle passioni irrazionali é percorrere fino in fondo la strada della individuazione, quel processo che porta il soggetto alla consapevolezza di un’originalità vitale collegata con il patrimonio di idee e di sentimenti comune a tutta l’umanità.
Sono difatti convinto che l' uomo debba riflettere più in profondità sulla propria identità al fine di ristabilire quel patto originario che ci lega gli uni agli altri. Alla rappresentazione dell' essere umano preferisco la messa in scena dei suoi prodotti, dotati volontariamente di una sorta di grado zero dal quale ricostruire trasversalmente un piano parallelo dove immaginazione e ragione s' incontrano, sprigionando creatività.
Nelle mie opere la figura umana compare di rado ed in via velata. Ciononostante costituisce il “Chi”, soggetto scatenante di un processo d' importanza globale, che, tuttavia, non deve essere necessariamente esposto come figura definita. Se rappresentato in forma anonima, l' individuo assume un significato più universale, raggiungendo sfere ideali. In questo modo punto a rimescolare il tessuto collettivo lasciando al pensiero maggior libertà, permettendo così di non essere influenzato da ostracismi culturali."
Tecniche:
La tecnica prediletta è quella della foto-composizione. La ripetizione ossessiva di particolari che ricompongono in chiave “cubista” la visione della realtà. Gli oggetti presentati vengono accuratamente destrutturati e trasfigurati, volgendo verso il loro doppio poetico.
Nel fotografare tendo sempre a cogliere e riprodurre l' azione, utilizzando tempi piuttosto lunghi che vanno da 1/6 di secondo fino ai 2” o più. Tutti gli effetti presenti nelle immagini sono frutto di una precisa ricerca sul mezzo fotografico e non di elaborazioni digitali. Dal panning allo “sparo” della macchina, tutti gesti cercati e trovati grazie al movimento della stessa durante lo scatto.
Concept:
"Nacque un artista e si guardò d'intorno alla ricerca di idee. Ma - curioso - oltre alle idee ebbe subito l'esperienza e concluse: prima debbo avere idenari sufficienti e poi avrò l'arte. Continuò a guardare il mondo, ma anziché trarne immagini e colori, con l'occhio della volpe studiò il proprio interesse. Poi, quando ebbe il denaro, pensò fosse giunto il momento di lasciar agire l'anima d'artista ch'egli sapeva di avere e attese le immagini, i colori e le idee. Ma nulla venne a lui ed egli rimase solo e sconsolato col suo denaro, mentre il desiderio della sola vita animata, quella del pensiero, non gli permetteva più di goderne. E allora pensò: forse questo denaro pesante mi tiene giù, giù come una catena. Ne fece subito getto e attese ancora che il suo destino si vivificasse. Ma neppure allora fu esaudito perché il suo pensiero era ancora sempre pieno del ricordo del denaro che egli aveva gettato. Quando morì, accorato domandò al suo Creatore: perché mi facesti credere di avermi data un'anima da artista? E il Creatore gli rispose: l'anima che ora ritorna a me è quella di un artista ma dimenticasti di portare con te il tuo organismo perché veda perché la tua anima ne fu soffocata. Puzzava tanto, disse l'artista, che non m'era possibile di portarlo con me. Io credo puzzasse anche prima, disse il Creatore."
Arte, Italo Svevo
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