Giovanni Cavassori: review e commenti opere

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Giovanni Cavassori: review e commenti opere d'arte in contemporanea


Iva Recchia - Nel Profondo
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Artista: Giovanni Cavassori Opere Review Esposizioni/Pubblicazioni elenco Artisti

GIOVANNI CAVASSORI

Hanno scritto di Giovanni Cavassori:

Bodanza Gaetano, artista
Brollo Boris, critico e curatore di mostre
Campitelli Maria, critico e curatore di mostre
Centioni Paolo, critico e curatore di mostre
Cussigh Maurizia, giornalista
Del Puppo Alessandro, critico e curatore di mostre
Frigo Francesca, dott. Scienze della comunicazione
Lekehal Nadhira, Scrittrice
Meneghelli Luigi, critico e curatore di mostre
Perissinotto Luciano, critico e curatore di mostre
Reale Isabella, Direttrice galleria d'arte moderna di Udine
Rocco Beppe, Architetto e curatore di mostre
Santese Enzo, critico e curatore di mostre
Trevisan Maria Luisa, critico e curatore di mostre
Zannier Sabrina, critico e curatore di mostre



SCEGLIERE LA PULSIONE DELLA VITA
Cavassori è celebratore di vita e di orgasmi.
Se, per Freud, la sublimazione è il deviare della pulsione sessuale verso altre mete, altri oggetti, come in questo caso l'arte, creando un appagamento psichicamente paragonabile a quello sessuale, Cavassori desublima l'arte e ci mostra direttamente amplessi orgasmici senza che queste subiscano trasformazioni in qualcos'altro. Se ne frega se le sue scene di sesso siano accettabili socialmente oppure no e agisce con piena sincerità d'animo attraverso la sua impeccabile mano d'artista.
Freud si chiederebbe che rapporto potesse avere avuto con il padre, parlerebbe di invidia del pene e molto probabilmente gli darebbe dell'esibizionista. Ma a mio avviso la psicoanalisi non è la chiave giusta di lettura per analizzare l'opera di Cavassori. Trovo, invece, più opportuno interpretare le sue creazioni attraverso le teorie filosofiche della genesi.
Ciò che interessa all'artista, di fatto, è la vita prima della vita: sono i bambini non ancora nati, quelli che potrebbero nascere da quella forza totemica in grado di generare vita, i veri soggetti “invisibili” delle sue opere.
L'arte è sempre una questione di scelte: avrebbe potuto benissimo scegliere di dipingere splendidi neonati che sgranano i loro grandi occhioni davanti alle meraviglie del mondo, ma Cavassori decide di spostare la macchina del tempo, alimentata ad arte, a circa nove mesi prima, durante l'azione generativa.
La vita nasce dal sesso, che piaccia o no, così Cavassori celebra il solo atto magico da cui può nascere. Solo in questo l'uomo è simile a Dio. Cavassori ne è consapevole e "santifica" la lussuria.
Francis Bacon durante un'intervista in cui gli chiesero come mai non dipingesse la vita anzichè i suoi soggetti mostruosi, rispose che se staccasse un fiore per portarlo in studio e dipingerlo, quello stesso fiore reciso nel giro di pochi giorni sarebbe appassito. Questo per dire che la morte fa parte della nostra esistenza, e come tale anche la vita prima della vita stessa. Dipingere un fiore nel pieno del proprio vigore o affievolito dall'azione distruttrice del tempo, poco importa se si è consapevoli di avere a che fare sempre con il medesimo oggetto, quello della natura, quello della vita. L'atto della scelta su cosa incanalare le proprie energie, è un dato ovviamente non trascurabile, come la tecnica del resto, e talvolta richiede coraggio. Mentre dopo la morte rimane il ricordo delle persone venute a mancare, i loro nomi rimangono in archivi, le loro fotografie e gli oggetti personali vengono gelosamente custoditi nelle mani dei cari, prima della vita nessuno sa quale mistero si cela. Cavassori si misura con questi temi e le scene del piacere della carne che ci propone si consumano davanti agli occhi degli spettatori spiazzati. Mi riferisco naturalmente ai suoi Dévoctoires (termine coniato dall’artista stesso) o ‘teatrini devozionali’, un delizioso mix di gusto naif, che strizza l’occhio al kitcht e all’avanguardia.
Un altro aspetto, che ritengo fondamentale delle sue opere, è il forte richiamo all'organico. Questo aspetto è evidente soprattutto nelle sue opere plastiche, in cui sensualità e sagome che rimandano ad una sorta di frutta dal sapore vagamente surreale compongono un'unica dimensione, quella dell'arte. E' ciò che si consuma che interessa all'artista, che esso sia sesso o cibo è, a questo punto, irrilevante. A conferma di questa mia tesi, basti pensare all'azione dell'artista, in cui mentre consuma energia si nutre spiritualmente, creando attraverso materie inerti opere d'arte vive.
In questo Cavassori è vicino al più elegante degli artisti Pop, Tom Wesselmann: analogamente a Wesselman, Cavassori sceglie come oggetto da approfondire la sensualità ma una differenza appare immediata al primo sguardo delle opere a confronto: mentre l'artista Pop, nei suoi Americans nudes, riduce a mero segno idealizzato le sue donne, Cavassori (e qui ritorno ai suoi teatrini) ci dà immagini altamente dettagliate degli umori lascivi scatenati dal piacere fisico. Non dimentichiamo poi che Wesselmann alternava i suoi nudi a splendidi quadri di cibi e bevande. Solo nella scelta dell'oggetto da approfondire si possono trovare quindi analogie tra i due artisti, poi, ognuno per la propria via.
Marco Circhirillo



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