arte contemporanea, definizione e stili

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Francesco Sambo - La sacra famiglia
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DefinizioneArte digitaleFotografiaIllustrazioneInstallazioneMusicaPitturaSculturaVideoarte


Arte contemporanea

Il termine arte contemporanea si riferisce generalmente all'arte creata nel presente.
L'uso dell'aggettivo generico "contemporanea" per definire l'arte dei nostri giorni è dovuto anche in parte alla mancanza di una scuola artistica dominante o distinta riconosciuta da artisti, storici dell'arte e critici. 
La definizione tende ad includere tutta l'arte creata dalla fine degli anni sessanta del ventesimo secolo o, in alternativa, dalla presunta fine dell'arte moderna o periodo modernista fino ai giorni nostri.
definizione arte contemporanea, arte anni sessanta, arte ventesimo secolo
L'arte contemporanea si manifesta in varie modalità e stili tutti interdipendenti.
Questi stili artistici sono tutti ben rappresentati nella galleria d'arte 9VisionsArt. Difatti il catalogo prodotti è diviso in:

. arte digitale
. fotografia
. illustrazione
. installazione
. musica
. pittura
. scultura
. videoarte
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L'arte contemporanea si differenzia dall'arte moderna: molte delle direzioni dell'arte moderna sono coinvolte nell'esplorazione base della pittura, per esempio del colore, del colpo di pennello e della tela di canapa.

C'è un fatto altamente rilevante che caratterizza il contemporaneo: mentre l'arte di altri tempi aveva un ruolo soprattutto sociale, e cioè quello di fermare e riprodurre la vita, facendo ad esempio ritratti di famiglia o dipingendo le gesta eroiche di nobili, poi,con l'avvento della fotografia, questa diventava secondaria e l'artista inizia a perdere il proprio status di corte.

Alcuni artisti sono riusciti a rimanere al passo con le nuove tecnologie, altri meno e si sono attaccati ad una sorta di restaurazione, che prevedeva un ritorno al passato. Tra i più brillanti e ricettivi artisti nel cogliere velocemente le grandi potenzialità dei nuovi mezzi artistici, spicca, senza dubbio, Man Ray. E ' sua la celebre frase: “ dipingo ciò che non può essere fotografato e fotografo ciò che è inutile dipingere”. Per fare un ritratto l'artista americano usava la macchina fotografica realizzando l'opera in molto meno tempo in modo molto più fedele alla realtà mentre usava tele e pennelli per dipingere i propri sogni, di fatto non fotografabili.
L'accento del contemporaneo si sposta così dal cosa al come e l'arte diventa metalinguistica.
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E' lo studio degli strumenti artistici, spesso innovativi e di rottura quello che caratterizza molta parte di ciò che viene comunemente definito arte contemporanea, e parlando di rottura non si può trascurare l'opera di Marcel Duchamp.
L'artista parigino ha dimostrato a tutto il mondo che l'arte non era ben recepita e che il pubblico parlava e comprava arte solo per elevarsi socialmente, usando questa forma di comunicazione come una sorta di razzismo culturale ai danni delle classi meno abbienti: Duchamp dopo essersi fatto un nome nell'albo dell'arte, camminava per le strade parigine raccogliendo oggetti, che poi decontestualizzava e li esponeva come opere d'arte.
Oggi molti oggetti raccolti dalla strada sono in mostra nei più grandi musei del mondo e hanno raggiunto lo status d'arte.
opera di Marcel Duchamp
Un'altra fondamentale opera di rottura ce l'ha lasciata Pablo Picasso: nel 1907 dipinge un quadro destinato ad essere il gohonzon dell'arte contemporanea: Le "Les Demoiselles d'Avignon", in cui per la prima volta nella storia dell’uomo, un dipinto andava oltre alle leggi della natura, e i punti di vista si moltiplicavano: era l'avvento del cubismo.
Dal cubismo alla totale dissoluzione prospettica, il passo fu poi breve, solamente tre anni dopo abbiamo infatti il primo acquerello astratto ad opera del più mistico degli artisti del Novecento: Wassily Kandinskij.

Tutto questo prima della grande guerra, nel mezzo poi, come si sa, un forzato ritorno all'ordine dettato dalle dittature, e nel secondo dopoguerra, altre opere di rottura che convincono molti studiosi ed esperti d'arte che il modernismo è arrivato alla sua fine con la realizzazione delle scatole Brillo di Andy Warhol, le quali hanno funzionato come arte stessa nonostante fossero altamente distinguibili dalla loro controparti della realtà.
Queste sculture e lo studio degli strumenti artistici hanno segnato la fine della differenza tra oggetti d'arte e oggetti non artistici.
Pablo Picasso, Les Demoiselles d'Avignon, avvento del cubismo, Wassily Kandinskij, Brillo

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